Silvia Lombardo: La ballata dei precari – Guida di sopravvivenza per trentenni

Quando ero piccina credevo con discreta determinazione a quelle che, abbandonati ciucci e diari di scuola, si sono rivelate delle fanciullesche chimere: Babbo Natale, fatine colorate e… lavoro fisso.
Non starò qui a illustrarvi la mia traumatica separazione da queste convinzioni utopiche, ma vi parlerò di un libro molto simpatico che racconta (meglio di me) di quelle generazioni che hanno abbandonato ogni fede, ogni ideologia per abbracciare la disillusione: i precari!

Il libro in questione s’intitola “La ballata dei precari – Guida di sopravvivenza per trentenni”, singolare vademecum edito nel 2011 per i tipi di Miraggi Edizioni e firmato da Silvia Lombardo.
Ma non preoccupatevi, non si tratta dell’ennesimo piagnisteo sulla terribile situazione lavorativa in Italia. È, a grandi linee e con immensa sorpresa, l’esplorazione tragicomica dell’innaturale vita di quelle strane creature chiamate precari.

“Quando ti trovi di fronte al nemico armato fino ai denti e tu impugni una pistola ad acqua, l’unica cosa che ti resta da fare è una grassa risata contagiosa. Sperando che il nemico abbia uno spiccato senso dell’umorismo.”

p.102

Il numero 3

La romana Silvia Lombardo, classe 1978, fa parte della crudele categoria dei trentenni (detta anche via di mezzo o viale dei sogni spezzati) quando prende carta e penna per buttare giù questo ironico e crudele testo sul precariato. L’autrice lo definisce una mappa, tracciata a seguito di una personale ricerca sulla vita dei trentenni e sui pericoli da evitare quando a definire la nostra età è quel pesante e scarlatto numero 3 (gli effetti del numero non fanno altro che peggiorare quando ad esso se ne aggiungono altri) una sorta, quindi, di prontuario esistenziale utile alla presa di coscienza delle botte che la vita riserva ai portatori del funesto 3.

E il percorso della mappa inizia dalle tappe fondamentali, quelle vissute da ogni singolo essere umano seppur con stili e mezzi diversi. Si parte dall’adolescenza, la fase delle strane trasformazioni ormonali, per poi approdare allo snodo dei 25 che ti costringe ad abbattere le fragili fondamenta edificate dagli ambienti ovattati della scuola e della famiglia per innalzare da soli la struttura di una nuova, e ancora traballante, personalità.
Ma la suddetta struttura deve essere solida e resistere alle intemperie provocate da parenti impiccioni, fidanzati sbagliati, studi completati a fatica e dai primi lavoretti frustranti.
E poi? E poi all’improvviso si arriva ai 30 anni, l’età dell’incertezza dove tutto è ancora più precario: salute, amore, lavoro.

Trentenne, creatura mitologica

Il trentenne della Lombardo è una creatura mitologica originata dal bizzarro fenomeno del paradosso. È vecchio da un punto di vista psicofisico, iniziano i primi rincoglionimenti e acciacchi diffusi in tutto il corpo, ma è ancora troppo inesperto per il mondo del lavoro, deve prima aderire a un numero inspiegabilmente spropositato di stage prima di essere pronto a lavorare sul serio. È biologicamente pronto per legare la propria esistenza a quella di un altro essere, ma la situazione economica e l’incontro ravvicinato con i ‘casi umani’ ritardano questo importante evento.
Il trentenne non sceglie di essere tale e non può fare altro che scivolare sempre più nella sua condizione di provvisorietà.

Perché amo questo libro

La ballata dei precari affronta uno dei temi più difficili e attuali di sempre con estrema semplicità e con quella particolare ironia che aiuta a riflettere senza deprimersi troppo.
Lo stile narrativo sintetico, tipico delle guide, esaudisce le abitudini di diversi lettori che possono facilmente leggerlo tutto d’un fiato o tenere sul comodino per sfogliare i brevi capitoli, suddivisi in tematiche, con calma.
Silvia Lombardo non offre presuntuose soluzioni o false speranze. Confida personali spezzoni di vita, analizzando le tappe che influenzano l’esistenza dei trentenni italiani

Perché odio questo libro

“La verità mi fa male, lo so!”. Il testo espone un tema ancora troppo attuale; le parole spietatamente umoristiche dell’autrice sottolineano le contraddizioni di un Paese che dà vita a figli pressati dal bisogno della realizzazione, ma condannati all’eterna instabilità.
Silvia Lombardo non offre presuntuose soluzioni o false speranze (quasi quasi ci speravo!) ma confida personali spezzoni di vita spaventosamente simili ai miei e, quasi sicuramente, anche ai vostri!

Che fine ha fatto Silvia Lombardo?

L’autrice è riuscita a sopravvivere al terribile 3. Oggi è una meravigliosa mamma e autrice. Guardo una sua foto su Instagram e quello che vedo è una donna realizzata… forse possiamo farcela!

Curiosità:

Nel 2011 l’autrice cura la regia e la sceneggiatura del film omonimo formato da sei episodi, avvalendosi dell’aiuto di un gruppo di giovani volontari precari e lavoratori del cinema.

La ballata dei precari – Guida di sopravvivenza per trentenni

Autrice: Silvia Lombardo

Casa Editrice: Miraggi Edizoni

Anno: 2011

pp. 119

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