I racconti di Guy de Maupassant: L’eredità

L’eredità (titolo originale L’Héritage) è stato pubblicato nel 1884 ed è la riscrittura del romanzo Un milione del 1882. L’historiette fa parte della raccolta di racconti intitolata Miss Harriet (1884).

 

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Trama

Il signor César Cachelin, ex sottufficiale di fanteria di marina, è ormai un anziano vedovo nominato commesso d’ordine del materiale generale presso il Ministero della Marina.
L’amore per il potere e l’autorità, lo spingono a convincere il signor Lesable, giovane collega dalla promozione (e dalla carriera) assicurata, a prendere in moglie sua figlia Coralie.
Per portare a termine il piano, Cachelin invita il suo stimatissimo collega a pranzo per presentargli la bellissima “Cora” e Charlotte, la vecchia sorella zitella che destinerà tutte le sue ricchezze alla giovane nipote.

 

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Il matrimonio va in porto e la coppia, appoggiata dal premuroso Cachelin, passa gli anni nella felice attesa della fine di Charlotte.
Il triste (?) evento avviene e porta notizie sconcertanti. Dal notaio, infatti, si scopre la condizione necessaria per poter mettere le mani sull’eredità: l’unione tra Coralie e Lesable non deve essere infruttuosa. Se entro i tre anni dalla morte della zia la coppia non avrà bambini, tutto il denaro verrà dato in beneficenza.
Stupore, dolore e rabbia colpiscono la famiglia e un unico pensiero s’insinua nelle menti dei tre: far nascere un bambino. L’impresa, però, si dimostra più difficile del previsto anche a causa della probabile sterilità di Lesable.
Ottenere l’eredità diventa l’obiettivo principale di Cora e Cachelin, ora disposti a tutto per riuscire nell’intento anche a costo di escludere Lesable
Finalmente un bambino viene al mondo, ma a quale prezzo?

 

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Parola d’ordine: avidità

L’eredità segue molto la scia dell’ultima historiette che vi abbiamo raccontato: In famiglia. Anche qui, infatti, Maupassant ci propone il solito quadro sbiadito abitato da piccoli borghesi dalla vita scolorita e affamati di ricchezze. Ancora una volta, dunque, la parola d’ordine è avidità, desiderio incontrollato di baciare il dio denaro.

Eppure, leggendo il testo non si può non rimanere meravigliati davanti a personaggi freddi, smaniosi e ingordi come i protagonisti appena conosciuti.
Più volte l’autore ci ha spiattellato (Maupassant in questo è maestro!) la viscida e incontrollabile natura umana, più volte ha introdotto personaggi vestiti di preziosi orpelli ma con l’anima sgombra, priva di una qualsiasi sana emozione. Ma ogni volta è come la prima volta!

 

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Guy de Maupassant

 

Grazie alla costruzione di conversazioni sagaci e a peculiari quadri psicologici dei personaggi, l’autore racconta storie simili e, allo stesso tempo, incredibilmente diverse. Ed ecco che ogni volta ci presenta per la prima volta quell’essere imperfetto che è l’uomo, mentre a noi lettori non rimane che riscontrare le sfumature (speriamo poche!) che abbiamo in comune con quei protagonisti mostruosamente umani.
Cosa siamo disposti a fare per ottenere quello che vogliamo? È questo quello che si domanda il lettore che legge L’eredità.

 

E se anche voi, giunti alla fine di queste nostre chiacchiere, vi state chiedendo lo stesso, vi consigliamo di andare a leggere di Cachelin, di sua figlia Cora e del marito Lesable e intanto vi lasciamo con un breve estratto:

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