Giorgia Würth: ‘Tutta da rifare’, l’insoddisfazione di essere se stessi

“Per questo è così importante amare se stessi. È la condizione essenziale per arrivare agli altri.”
[Lorenzo in ‘Tutta da rifare’]

 

“Questo è un libro che tutti dovrebbero leggere…” sono le parole che trovai scritte a matita sull’ultima pagina della mia copia di Tutta da rifare restituitami da una vecchia amica a cui l’avevo prestata. È un libro che ha accompagnato la mia adolescenza e ha influenzato molto il mio modo di affrontare la vita.

Si tratta del romanzo d’esordio di Giorgia Würth pubblicato nel 2010 da Fazi editore.

 

Trama

La voce narrante è quella di Lorenzo che si rivolge direttamente a noi lettori, come se ci conoscesse. È il primo aprile del 1984 quando Lorenzo sopravvive miracolosamente a un incidente d’auto. In quel tragico avvenimento perde i suoi genitori e si ritrova orfano a cinque anni. È così che si trasferisce a Varazze, località turistica sulla riviera ligure, dalla nonna che diventerà la sua nuova mamma. Il primo giorno delle medie conosce Sole, o meglio inizialmente la sua Reebok rosa, sono compagni di banco, diventano migliori amici e lui si innamora di lei a prima vista.

 

“Cos’era che mi aveva fatto innamorare di lei a prima vista? L’odore. Quando si era avvicinata a meno di venti centimetri da me, io avevo capito subito che era la donna della mia vita.”
[Lorenzo in ‘Tutta da rifare’]

 

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Sole è una ragazza strana, taciturna e con grande timore del giudizio degli altri. Vive in una villa con vista mare e non ha un gran rapporto con i suoi genitori.
Un evento importante per il protagonista è una gita all’Acquario di Genova in cui lui e Sole si allontanano dal resto del gruppo rimanendo una notte lì da soli a osservare i pesci nuotare e ad elaborare pensieri filosofici.
I due ragazzi attraverseranno insieme i momenti più importanti della loro adolescenza, come il primo bacio, la perdita della verginità, vedere il proprio corpo cambiare. Dopo la maturità Sole chiede ai suoi genitori come regalo una mastoplastica additiva che non sarà l’unica operazione chirurgica a cui si sottoporrà nella sua vita. Da questo momento in poi le loro vite si separeranno: Sole frequenterà l’università a Milano, mentre Lorenzo rimane in Liguria. I due si perderanno di vista, ma il protagonista non smetterà mai di pensare alla sua amica e cercherà in tutti i modi di salvarla.

 

Bellezza fisica e trasformazione

Uno dei temi principali trattati in questo romanzo è la bellezza. Le descrizioni fisiche sono molto presenti e ne emerge la sensazione che i personaggi, chi più e chi meno, tengono molto al loro aspetto. Lo stesso Lorenzo, descritto come particolarmente basso, si vergognava quando il padre della sua amica faceva battute sulla sua statura oppure veniva chiamato “nano” dai suoi compagni.
Sole viene descritta come una ragazza nella media: né brutta né bella, né alta né bassa, né grassa né magra. Il protagonista la definisce come “Una di quelle ragazze che se vanno a una festa hanno la certezza matematica che non le corteggerà nessuno”, ma per lui è perfetta. Man mano che passano gli anni sviluppa un’insofferenza verso il proprio corpo, tanto da chiedere ai suoi genitori un seno nuovo. In quel momento inizia il declino psicologico della ragazza e con una serie infinita di operazioni chirurgiche darà vita alla sua trasformazione. Inizia dal seno, poi il naso, le labbra, gli zigomi, i glutei, il mento, le orecchie, le occhiaie, fino a diventare una ragazza quasi irriconoscibile. Il suo corpo alla fine più che bello risulta sfigurato, pieno di cicatrici.

 

“Non aveva più un corpo, solo un ammasso magrissimo di carne, cicatrici, croste, ematomi e macchie di sangue. Chi l’aveva operata non era un medico, era un macellaio.”
[Lorenzo in ‘Tutta da rifare’]

 

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Il motivo per cui Sole arriva a tanto è legato puramente al suo timore per il giudizio degli altri. Fin da piccola ha sviluppato un grande disagio dovuto al non essere considerata “bella” dai suoi compagni di classe. Crescendo questa insofferenza aumenta ancora di più e si convince di dover trasformare il proprio corpo. Giunta a Milano insegue il sogno di fare l’attrice e sente il bisogno di apparire al meglio ai mille casting cui partecipa. Si affida a persone sbagliate che la trascinano in un mondo costruito sulla sola apparenza. Lorenzo vedendo l’amica in quello stato si sente in colpa per non averla aiutata abbastanza, ma poi si rende conto che lei è l’unica responsabile.

 

“La cosa che più mi sconcertava era che Sole pareva contenta del suo cambiamento, probabilmente si piaceva, sicuramente era convinta di stare meglio di prima. Credo si sentisse più attraente, più femminile, forse puntava a raggiungere una sorta di perfezione fisica che le avrebbe permesso di essere ammirata, desiderata. Forse amata.”
[Lorenzo in ‘Tutta da rifare’]

 

L’amore

Questa storia parla di amore. Lorenzo ama Sole e ogni singola pagina del romanzo è piena di parole d’amore che lui le dedica. Si comporta come un ottimo amico, ma in silenzio soffre mentre fa da spettatore alle conquiste amorose della ragazza. Crede che Sole sia la sua anima gemella, ma dopo una lunga conversazione con sua nonna si rende conto che non è così. Il suo è un amore incondizionato, ma la vera donna della sua vita non è lei.

 

“[…] ecco cosa significa aver trovato l’anima gemella. […] puoi dirle -ho paura-, e lei ti dà coraggio, puoi dirle -sto male-, e lei diventa la tua cura, puoi dirle -ho sbagliato-, e lei è la correzione, puoi dirle -sono triste-, e lei diventa la spalla su cui piangere, puoi dirle ti amo, e lei dice anch’io, amore mio.”
[nonna Matilde in ‘Tutta da rifare’]

 

Sole, invece, non ha amore. Non ricambia l’amore che Lorenzo prova per lei ignorandolo e anche un po’ illudendolo. Non ha amore per se stessa, è insoddisfatta del suo aspetto ed è irrispettosa del suo stesso corpo permettendo a chiunque, chirurghi e uomini, di impossessarsene. Per lei non esiste neanche l’amore materno data la decisione estrema che prenderà.

 

“Vendetemi all’asta al peggior offerente perché non c’è prezzo per la bellezza.”
[Sole in ‘Tutta da rifare’]

 

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Forse l’unico vero sentimento che lei ha provato nella sua vita è l’amicizia per Lorenzo, anche se non lo amava. In un certo senso l’ha protetto dai suoi guai e gli ha offerto l’opportunità di vivere una vita serena senza di lei.

 

Due sogliole

Durante la gita all’Acquario di Genova, Lorenzo nota una comunità di sogliole in fondo alla loro vasca nascoste nella sabbia. Si rende conto che nessuno si accorgeva di loro se non osservando attentamente. Allora inizia a paragonare se stesso e Sole a due sogliole che si mimetizzano con l’ambiente circostante e non vengono notate dagli altri.

 

“Una sogliola può indossare la minigonna, può anche andare in giro nuda, ma è lì, mimetizzata con la sabbia.”
[Lorenzo in ‘Tutta da rifare’]

 

Questa riflessione è significativa perché Lorenzo nello stesso tempo è l’unico che ha notato Sole, la sua sogliola invisibile. A ciò si collega anche il desiderio della ragazza di apparire, di essere notata. Lei vuole smettere di essere sogliola.

 

Genitori

“Essere genitori” non vuol dire solo mettere al mondo un figlio. Lorenzo, orfano fin da piccolo, è cresciuto con una nonna-mamma, ma ha vissuto un’infanzia felice. Nonna Matilde per lui rappresenta un solido pilastro. Questa sicurezza crollerà dopo la sua morte, momento in cui si renderà conto di essere davvero solo. Rilevante è il ruolo di Paolo nella vita del protagonista. Inizialmente lo vede come l’uomo che ha preso il suo posto nel cuore della nonna. Successivamente, in seguito al lutto, i due si avvicinano e Paolo diventa la figura paterna che Lorenzo non ha mai avuto.
Sole, invece, non ha un buon rapporto con i suoi genitori e questo ha influito nelle sue scelte poiché vivono anch’essi di apparenza ed è praticamente da loro che ha ereditato le sue insicurezze. Non sono riusciti a starle accanto nel modo giusto e ad aiutarla a scegliere la propria strada consapevolmente.

 

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Sangue

Nel bel mezzo del romanzo sono presenti dei brevi capitoli in cui a parlare è la stessa Sole. Si tratta di una sorta di diario scritto sotto forma di flusso di coscienza in cui la ragazza esprime le proprie sensazioni riguardo eventi in cui il protagonista è il sangue.
Poiché la ragazza non amava molto parlare, aveva inventato un gioco particolare, chiamato “chiacchiere telepatiche”, in cui lei e Lorenzo si sedevano uno di fronte all’altra e parlavano telepaticamente senza poi riferirsi quello che avevano detto all’altro. Credo che questi capitoli rappresentino ciò che la ragazza non ha mai detto al suo amico. Le sue parole un po’ sfacciate e infantili sembrano una vera e propria richiesta di aiuto non espressa.

 

Cosa mi ha insegnato?

Chi legge questo romanzo inizialmente ne rimane spiazzato. Il suo finale è forte ed occorre un po’ per capirlo e accettarlo. Giorgia Würth vuole dirci che nella vita ognuno di noi è una sogliola e per emergere da questa condizione deve prima di tutto essere cosciente di se stesso e deve accettarsi. Solo in questo modo possiamo emergere da sotto la sabbia e affermarci nel mondo. “Siamo noi gli artefici del nostro destino” diceva qualcuno.

L’autrice utilizza parole semplici e dirette per far entrare nella mente e nel cuore del lettore le sensazioni che provano i due protagonisti. È un romanzo che si divora tutto d’un fiato, incuriosisce ed appassiona pagina dopo pagina. Consiglio a tutti di leggerlo almeno una volta perché sicuramente lascia il segno.

 

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L’autrice Giorgia Würth

 

Note sull’autrice

Giorgia Würth è un’attrice, scrittrice, conduttrice televisiva e radiofonica genovese. Come attrice ha recitato in numerosi film e serie televisive e anche in spettacoli teatrali.  Tutta da rifare è stato il suo primo romanzo, seguito da L’accarezzatrice (2014) e da IO, LUI e altri effetti collaterali (2019).

 

Lisa Frisco

 

 

 

TUTTA DA RIFARE

Casa editrice: Fazi
Collana: Le vele
I edizione: 21 gennaio 2010
Pagine: 169

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Immagini di Pixabay

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