Resistere, insistere, persistere: I leoni di Sicilia, La saga dei Florio di Stefania Auci

Succede che d’estate, in una di quelle mattine terse e calde, una mattina che evoca solo mare, spiaggia e tanto relax, riaffiorano ricordi, ormai lontani ma non sbiaditi di paesaggi, luoghi, profumi, persone.
Succede che mentre questi ricordi fanno capolino, ti salutano da lontano, qualcuno ti parla di un libro dal titolo intrigante, e quasi magicamente quelle immagini, quelle sensazioni, diventano concrete, tangibili. La Sicilia mi torna viva nella mente e negli occhi. Una terra cara quanto la mia (Marche); una terra che mi ha accolta a braccia aperte e che sento casa.
Grande, insomma, la mia attesa; grandi le mie aspettative. Altrettanto grande, però, la paura di una delusione.

lamome-ileonidisicilia-mareI leoni di Sicilia. La saga dei Florio: una famiglia calabra, commercianti di spezie, putiari, che decidono di abbandonare la propria terra in uno slancio di temerarietà e di lucida follia: destinazione Sicilia.
Emigrati. Questo sono i Florio. Due fratelli che decidono di lasciare il paese a favore di una grande città come Palermo, carichi di merce da mettere sul mercato; carichi di speranza e lungimiranza per il futuro.
Stefania Auci propone un romanzo storico dove la Sicilia di inizio ‘800, strattonata tra il dominio borbonico, gli infelici tentativi di rivolte indipendentiste e la successiva annessione al Regno d’Italia, fa da cornice alla parabola ascendente della famiglia Florio, destinata a tenere le redini di gran parte dei traffici commerciali dell’isola.
Stefania Auci nasce a Trapani nel 1974. Attualmente vive a Palermo dove lavora come insegnante. Nel 2015 esce il suo primo romanzo, Florence. Il successo arriva con la pubblicazione de I leoni di Sicilia nel 2019 che le assicura la vittoria del Premio Nazionale Rhegium Julii per la narrativa.

lamome-ileonidisicilia-mercato-spezieE’ il racconto dell’avvicendarsi di varie generazioni: Paolo e Ignazio, i pionieri della famiglia, commercianti di spezie, proprietari di una piccola aromateria, apparentemente troppo piccola per poter rimanere a galla in un mare dove nuotano pesci ben grandi, squali. In seguito alla morte del fratello, Ignazio decide di farsi affiancare dal giovane Vincenzo, suo nipote; un ragazzo sveglio, intraprendente, dal carattere duro e a tratti arrogante, sia negli affari che negli affetti. E’ proprio Vincenzo, spregiudicato e estremamente lungimirante, a non lasciare nulla di intentato e a investire in svariate attività: i tessuti, lo zolfo, il tonno, il vino. Sì! Proprio quel vino a me caro: il vino di Marsala.
Un impero, quello dei Florio. L’impero di leoni che hanno conquistato e difeso con gli artigli ogni possedimento e ogni privilegio ottenuto. Un impero costruito a fatica, in un mondo dove la scalata sociale non vale nulla davanti ai privilegi dati dall’appartenenza alla nobiltà, seppure sia una nobiltà stanca, attaccata solo al titolo e piena di debiti.
Affari, denaro si intrecciano ai rapporti umani. Rapporto tra fratelli; rapporto tra marito e moglie; rapporto tra zio e nipote. Rapporti crudi, passionali, a volte violenti, a volte teneri ma sempre ugualmente profondi. Anche l’amore è presente dall’inizio alla fine ed è presente in tutte le sue forme: l’amore materno, dolce e soffocante; l’amore coniugale, a volte non voluto, a volte desiderato; l’amore passionale, quasi brutale, privo di qualsiasi schema moralmente accettato dalla società.

LEGGI ANCHE: C’era una volta profumo di zolfo: la storia delle miniere siciliane nel libro ‘Cianciana & lo zolfo’ di Paolo Sanzeri

Stefania Auci
è riuscita a creare un romanzo storico e biografico di alto livello, paragonabile, a mio avviso, ai giganti del passato. Nulla è lasciato al caso; ogni passo del racconto biografico è ottimamente incastonato nella cornice storica che l’autrice non tralascia di riassumere, consentendo a tutti i lettori una buona contestualizzazione.
Vengono rispettati i canoni del romanzo realista anche per quanto riguarda l’utilizzo del linguaggio; l’utilizzo di termini e proverbi dialettali, sempre perfettamente contestualizzati e sempre tradotti, aiutano nell’immedesimazione sia con il contesto geografico-culturale, sia con i personaggi.

lamome-ileonidisicilia-cantinaD’un tratto, leggendo, un ricordo torna prepotente alla mente: una giovane me, a Marsala, nelle cantine Florio a respirare, ad annusare, a lasciarsi ubriacare. Un’immagine nitida negli occhi; un profumo dolce e pungente nelle narici. Quando un libro è capace di riempire la mente e il cuore del lettore di immagini care, conosciute, vissute…quel libro ha fatto centro. Quel libro merita di essere considerato un buon libro. E così capisco che I leoni di Sicilia non hanno disatteso le mie aspettative. E così capisco di avere trovato un ottimo libro.
Una storia di emigrazione, di rivalsa sociale, di duro lavoro, di conquista. Una storia stimolante dalla quale trarre tanti spunti, tanti stimoli e tanti buoni insegnamenti, perché, come ci viene ricordato, cu nesci, arrinesci.

 

Giada Traini

 

 

 

I leoni di Sicilia. La saga dei Florio
Casa editrice: Nord
Anno: 2019
Pagine: 437

 

 

 

 

 

 

Immagini di Pixabay

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